Contro la diarrea…

November 13th, 2008

Le sottili ironie della vita.

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Battiato a Londra, qualche video

October 30th, 2008

Ecco qualche video. Mi spiace per la qualita’, ma era buio e avevo solo il cellulare. Se non si fosse capito dal post precedente, comunque, il concerto mi e’ piaciuto moltissimo.

Tra l’altro dimenticavo di raccontare che tra i bis (3) c’e’ stato un applauditissimo “L’addio“, che i piu’ conoscono interpretata da Giuni Russo. Che Battiato ha teneramente salutato lanciando un bacio verso il cielo (cioe’, verso il soffitto).

Eccolo qui. Piu’ in basso i link per qualche altro video.

Prospettiva Nevski
L’animale
E ti vengo a cercare
Cerco un centro di gravita’ permanente
Shock in my town

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Ho cantato all’Albert Hall (come Umberto Tozzi, mi fanno notare…)

October 23rd, 2008

Si, l’ho fatto davvero: sono entrato nel coro dell’Imperial College :-)

Qui le cose si fanno di fretta, a razzo, senza troppi fronzoli: dopo due pomeriggi di prove si va a cantare alla cerimonia della Graduation. Che casualmente si tiene al Royal Albert Hall. E quindi si, casualmente, ho cantato al Royal Albert Hall. Come il coro della BBC. Come alla Last Night of The Proms. Come i Muse.
Ma soprattutto, come mi fa notare Mirco, come Umberto Tozzi. Senza che Doris Day si sia messa a urlare.

Brani cantati:

  • I will sing with the spirit, che effettivamente e’ quello che ho fatto, considerando lo stato della mia gola
  • Gaudeamus igitur, che casualmente e’ l’inno sia di Imperial College che di Unibo (oltre che di altre decine di universita’ sparse per il mondo)
  • God save the Queen, (o God shave the Queen, come sostiene un mio co-corista tedesco)


La cerimonia delle lauree e’ qualcosa di inimmaginabile per noi italiani. Tutti i novelli graduates vengono chiamati sul palco, salutati con il loro nome. Ma quello che e’ divertente e’ un insieme di punti molto britannici:

  • il Rettore e’ un Sir
  • il Chairman e’ un Lord
  • la cerimonia si chiama Commemoration Day. E quello che viene commemorato e’, in effetti, una visita del Re all’inizio del secolo; evento che viene ricordato nel discorso del Rettore, in quello del Chairman e in quello del rappresentante dello Student Union
  • alla fine, tutti in piedi, si canta (quindi, tecnicamente, ho cantato) God Save the Queen

Insomma, e’ una giornata di orgoglio culturale, ma soprattutto nazionale. Esiste addirittura un termine per definire l’eccessivo nazionalismo, sventolio di bandiere, inni patriottici, che in questo paese sembra molto di moda: jingoistic.

Non c’e’ niente di piu’ lontano da me, potete immaginarlo, che un’idea di monarchia teocratica di natura divina. Quindi in fondo c’entro poco con l’inno nazionale.

Pero’ non posso tacere su quello che ho visto alla cerimonia. E cioe’, per fare un breve elenco:

  • il 60% dei laureati si chiama Mustafa, Mohammed, Shakeel; o fa di cognome Wang o Patel. Alcuni di questi studenti sono magari nati e cresciuti qui, altri – la maggioranza – sono venuti qui a studiare
  • il Rettore saluta esplicitamente gli studenti stranieri dicendo che l’Universita’ accoglie tutti senza badare alla nazionalita’, colore della pelle o fede: sceglie semplicemente in base al merito, ed e’ il merito di questi studenti che rende grande l’universita’
  • il Chairman stringe la mano a ogni laureato; ci sono ragazze musulmane che ovviamente, per motivi religiosi, non possono avere contatto fisico con un uomo; indipendentemente dal fatto che questo sia giusto o sbagliato, molto rispettosamente il Chairman salutava le ragazze con il velo (non poche) chinando il capo; stringeva le loro mani solo quando loro stesse gliele porgevano. E grazie a questa convenzione non scritta si riesce ad evitare imbarazzi e polemiche, si rispettano le idee degli altri e non si ferisce nessuno.
  • quando uno studente e’ stato destinatario di un premio, la platea applaude e il Chairman si toglie il cappello in senso di rispetto. E’ stato bello vedere tutti applaudire senza differenza persone appartenenti a etnie diverse. E’ stato bello non sentire le solite italianita’ sul caso (“questi ci tolgono il lavoro”, “questi vogliono le nostre case popolari”, “questi ci rubano le borse di studio”), e invece vedere il trionfo della meritocrazia. E’ stato bello vedere il Chairman togliersi il cappello di fronte a ragazze con il velo, a un ragazzo cieco, a una ragazza in sedia a rotelle, e soprattutto a una ragazza con dei Rasta lunghissimi.
  • i medici pronunciano una forma moderna del giuramento di Ippocrate; che, tra le altre cose, dice: I will not permit considerations of gender, race, religion, political affiliation, sexual orientation, nationality, or social standing to influence my duty of care.

Quegli applausi, quegli inchini rispettosi, i sorrisi di tutti nell’apprezzare persone di ogni parte del mondo – di quelle che sono ex colonie, da parte di quelli che sono ex colonialisti – mi ha fatto provare un senso di liberta’ e democrazia anni luce lontano dalle cafonate razziste all’italiana.

E allora mi e’ andato anche bene cantare God Save the Queen, perche’ dire che siamo tutti sudditi della regina significa, in termini moderni, che siamo tutti uguali davanti all’autorita’, e cioe’ che abbiamo tutti pari diritti per le istituzioni di questo paese. Che con tutti i suoi limiti, le sue ossessioni liberiste, le sue tradizioni classiste, mi sembra comunque ere geologiche avanti, se faccio un paragone con il mio paese, quando si parla di rispetto e valorizzazione della persona.

(e se avete letto fin qui, complimenti per la pazienza)

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Tempismo camp

October 20th, 2008

You make some slightly mean comments about Paul Newman in your book. That’s bad timing.
It’s the worst timing. The publishers said: ‘That Paul Newman thing’s a bit harsh’, and I said: ‘As long as he doesn’t die before the book comes out, it’ll be fine’. He died on the Sunday, the book was out the Monday and now I look evil.

You say you didn’t realise you were camp until you saw a video of yourself at school. That must have been a revelation.
It was. I don’t watch myself on the telly now because I’m still shocked. In my head, I’m like Tom Selleck as Magnum but it turns out I’m different in real life.

Were there any clues before you saw the video?
The clues were people shouting ‘faggot’, ‘bender’ and ‘poof’ but I didn’t put two and two together.

(da: 60 second interview a Alan Carr, presentatore di Channel 4, su Metro del 17 ottobre)

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Se col credit crunch si mette male…

October 13th, 2008

…il posto per i buskers e’ assicurato!

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Infanzia difficile

October 11th, 2008

policewoman with a funny surname

la signora Dick, comandante di Scotland Yard

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At the supermarket

October 9th, 2008

C – Beppe, beppe: come chiedo al tizio dove sono le lampadine?
Io – Mah.. prova a chiedergli dove sono i light bulbs
C – Ok… excuse me, sir: where can I find the light BOOBS?

Vi lascio immaginare il volto affranto del tizio.

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Somewhat fawlty.

October 8th, 2008

Dico alla padrona di casa: “Ieri han suonato gli attivisti politici per le elezioni, volevano fare due chiacchiere…”.

La sua risposta: “Just tell them…I know nothing!

E se non la capite, qui c’e’ la risposta.

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Inglese, o mio inglese

October 4th, 2008

Scena 1: dal parrucchiere
io: – I’d just have a plain short cut
lui: – are you italian?
io: – yes…
lui:- you have the typical accent…

Scena 2: dal medico, parlando con il segretario (evidentemente autoctono)
io: – I haven’t a previous address in the UK because I’m Italian
lui: – you mean you are not british?
io: – yes…
lui: – you have got an impeccable accent!

A parte che vorrei che avesse ragione il segretario, evidentemente ubriaco, sono frastornato dal parallelismo delle due conversazioni…

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Londra aggratis

October 2nd, 2008

Oggi ho scoperto che all’Apple Store di Regent Street non solo e’ possibile usare i MacBook per connettersi a Internet indisturbati. Gli iPhone in esposizione hanno un abbonamento e ho visto gente usarli per fare telefonate.

Deduco che Apple lo sappia e non abbia problemi in merito, altrimenti non lascerebbe dei telefonini con abbonamenti O2 usabili liberamente. Ma ancora non riesco a spiegarmi come questo sia possibile.

Intanto, sto raccogliendo la lista dei WC gratis a Londra. Vi assicuro che e’ un problema vero :-) Provate a fare una camminata di un paio d’ore con me e capirete… (suppongo che da oggi trovero’ pochi compagni di passeggiate…)

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