Ho avuto un’illuminazione, mentre sorseggiavo il cappuccino stamattina, e lo dolcificavo con dello zucchero di canna.
Considerando che qui si chiama Brown Sugar.
Considerando che il primo ministro si chiama Gordon Brown.
Considerando che il suo ministro delle finanze si chiama Alistair Darling.
Non credete che ci sia’ qualcosa di semanticamente circolare, nel fatto che la moglie di Brown potrebbe chiamare il marito “Brown, sugar“, e quella di Darling potrebbe chiamare il marito “Alistair, darling” (con un lieve semantic shift sul cognome, chiaramente)?
Il principino numero 2, quello furbo, razzista, ubriacone, vestito da nazista, ha raccontato un’altra delle sue geniali bravate: non si e’ lavato i capelli per due anni.
Chissa’ che dira’ la nonnina.
E forse ho capito perche’ tutte le donne cadono, letteralmente, ai suoi piedi.
L’ho fatto. Finalmente ho partecipato a una pillow fight!
Se devo ammettere che quella di Bologna era stata molto meglio (centinaia di persone che riempivano completamente piazza Maggiore, con tanto di strato uniforme di piume e lana alla fine), la lotta di sabato scorso al Faraday Memorial, Elephant&Castle (un centinaio di persone al massimo, in una minuscola e orrenda rotonda), ha presentato qualche chicca notevole:
puntualita’ tutta anglosassone nel far partire le cuscinate (ore 15.03, per la precisione)
telecamere ed interviste
due poliziotti sorridenti a guardare impassibili
un tizio che offre ai poliziotti i suoi cuscini, per sentirsi rispondere “purtroppo non possiamo, siamo in servizio”
gente di tutte le eta’, comprese persone con piu’ capelli bianchi dei miei
stretta di mano finale tra “combattenti”, con tanto di Thank you for the good fought fight, mate!
Inoltre, e’ stata la mia prima vera esperienza di Web 2.0. Perche’ oltre ad essere stato quello che, via Twitter ha provocato l’arrivo delle telecamere (un misterioso nuovo servizio che sta per essere lanciato dall’utente Twitturista), a un certo punto mi si e’ avvicinato il tizio dei cuscini ai poliziotti: Are you puntofisso?.
Insomma, era un tipo che, una settimana fa, aveva trovato notizie sulla Pillow Fight attraverso un mio messaggio su Twitter, mi ha riconosciuto, ed e’ venuto a presentarsi per ringraziarmi della notizia!
Lo so che tutto questo e’ terribilmente nerd. La mia vita 2.0 e’ esaltante E ora godetevi il brevissimo video che ho ripreso in un momento di relax alla fight:
Con la comunicazione, con post code e indirizzo sbagliati, dell’Ufficio Anagrafe di Bologna (anzi, dal settore immigrazione, per essere precisi) al Consolato Italiano a Londra, posso dire che ho il bollino ufficiale di emigrante.
Il vecchio film aveva ragione: quando hai nostalgia e vorresti tornare, senti i compagni di viaggio cantare le solite canzoni folkloristiche (o dire le solite cose sociopolitiche) nello scompartimento di fianco, e allora ti viene in mente che un’Italia diversa non la vedrai mai, tiri il freno di emergenza e scendi dal treno…
Solitamente non parlo di politica in termini seri, almeno su questo blog. Ieri pero’ e’ successo qualcosa che mi ha fatto pensare ancora una volta alle differenze tra Italia e Regno Unito. O forse dovrei dire tra la maggioranza degli italiani e la maggioranza dei cittadini britannici.
In poche parole, ieri e’ morto Ivan, il figlio di David Cameron, leader dei Tories. 6 anni, malato dalla nascita di sindrome di Ohtahara, una grave e rara forma di epilessia unita a ritardo mentale, che gli impediva sostanzialmente i contatti col mondo esterno e gli provocava frequenti crisi epilettiche e ricoveri in ospedale.
Cameron lo ha sempre definito il suo beautiful boy; ha sempre raccontato che sebbene all’inizio the news hits you like a freight train… You are depressed for a while because you are grieving for the difference between your hopes and the reality, dopo un po’ you get over that, because he’s wonderful!
Ci sono almeno decine di motivi che, politicamente, mi separano da David Cameron. Se non fosse che bisogna dargli atto che anche a causa della sua, difficile e purtroppo tragica, esperienza personale, ha mostrato una certa sensibilita’ in campo etico.
Non e’ il solito destrorso pro-life all’italiana (per esempio, non e’ contro l’aborto tout-court). Si e’ sempre schierato a favore della ricerca sulle cellule staminali embrionali, come possibilita’ di cura per suo figlio e per tutte quelle persone con problemi simili. Ha coerentemente sempre usato il servizio sanitario nazionale (NHS) per far curare suo figlio, e per questo ne e’ uno dei principali sostenitori (al contrario di alcuni suoi compagni di partito di qualche anno fa).
Sentire David Cameron parlare di come questa esperienza difficile abbia plasmato le sue idee politiche, che per lo piu’ sono tutto sommato non proprio in linea con le mie, e’ interessante se lo paragoniamo alle veroniche abortiste per motivi eugenetici, mogli di politicanti pro-life che si curano solo in cliniche private, tagliano i fondi alla sanita’ pubblica, e cercano di ricaricare le pile a degli zombie a botte di decreti legge.
PS: A onore della par condicio, il principale avversario di David Cameron, cioe’ il Primo Ministro Gordon Brown, ha un figlio che soffre di fibrosi cistica. Anche Brown sostiene la ricerca scientifica. E credo che questo significhi che quando vivi certe esperienze sulla tua pelle, e non ti consideri al di sopra della legge, tendi a non prendere decisioni per motivi ideologici di convenienza (no, in Italia non e’ un ossimoro), ma per il bene comune.
Se non vi sembra assurdo che lo spartito di 4′33″ (John Cage) sia in vendita alla “modica” cifra di 4 sterline e 95 pence, vuol dire che dovete dare una rispolverata alle vostre conoscenze musicali.
A 2005 study carried out by the British Cheese Board claimed that when it came to dream types, Stilton cheese seemed to cause odd dreams, with 75% of men and 85% of women experiencing bizarre and vivid dreams after eating a 20-gram serving of the cheese half an hour before going to sleep.