Eschius-mi, uer is ze italian restorant?

May 11th, 2009

Ho scoperto, con mia grande felicita’, che esiste un modo semplice semplice per classificare gli italiani a seconda dove li trovi in giro per londra…

Camden Town: quelli che, mediamente giovani (sotto i 20 anni, di solito), vanno alla ricerca di foto con i punk e l’acquisto di sostanze stupefacenti di vario tipo. Come al solito, si beccheranno la tipica inculata turistica anche comprando droghe (che poi si sa, non siamo “er popolo dei furbetti der quartiere”?)

Oxford Street: quelli che cercano i vestiti trendy. In un paese dove la maggioranza delle persone se ne frega totalmente della moda, provenendo dalla patria della moda. Geniali.

Piccadilly Circus, anzi no, esattamente sotto l’Eros: quelli che si danno appuntamento “in centro, cosi’ e’ facile trovarsi”. Facile facile, tra una mandria di altri italiani, tutti insieme appassionatamente sotto l’Eros. “Facciamo un salto al Trocadero e poi cerchiamo qualche posto per mangiare qualcosa di buono”. Auguri.

Buckingham Palace: quelli che aspettano ore per vedere il cambio della guardia, poi si lamentano “ma quanto sono cretini sti inglesi, sta cosa dura solo 5 minuti!” (infatti chiedetevi perche’ non ci sono inglesi ad assistere alla parata), poi si voltano e dicono “ma quant’era brutta quella vecchia ubriacona”, convinti che la signora raffigurata dalla statua sia la regina madre.

sui doubledecker, rigorosamente al secondo piano: quelli che guardano e parlano convinti che il resto del mondo non conosca la loro lingua. Tra un “‘ndo sta ‘a ‘stazioun ‘e san pancràz”, un “perche’ questo non si alza e mi fa sedere, non c’e’ piu’ la cavalleria di una volta” (avete voluto la parita’, e mo’ pedalate, soprattutto se avete 10 anni meno di me), e un “belle le uniformi scolastiche perche’ cosi’ i negri si integrano di piu’”, sono campioni di educazione, apertura mentale, e cultura. I miei preferiti.

Carnaby Street: quelli che “dove sono i punk e le droghe?”. Cfr Camden Town per l’inculata che, almeno loro, non prenderanno. Peccato che si accorgano delle cose con una decina d’anni di ritardo, e si ostinino a credere alle leggende metropolitane raccontategli dal cugino del cugino.

alla Ministry of Sound: quelli che sanno tutto della “discoteca piu’ famosa di Londra”. Peccato che ci vadano solo loro, in media, e si sorprendano di “quanti italiani che ci sono a Londra”. Peccato perche’ la MoS non e’ piu’ cosi’ popolare da almeno 20 anni, tra quelli che a Londra ci vivono. Ma, diciamocelo, essere un po’ retro ce l’abbiamo nel sangue, e almeno sono genuinamente innamorati di Londra (o almeno, di quella che c’e’ nella loro testolina da italiani).

Westminster Abbey: quelli che, se sono cattolici, chiedono “ma qui la messa e’ valida?” o, se la religione non e’ il loro forte, “ma sta chiesa e’ cattolica o protestante?”. Dimostrando, come al solito, di aver capito tutto.

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Pillow fighting

April 6th, 2009

L’ho fatto. Finalmente ho partecipato a una pillow fight! :-)

Se devo ammettere che quella di Bologna era stata molto meglio (centinaia di persone che riempivano completamente piazza Maggiore, con tanto di strato uniforme di piume e lana alla fine), la lotta di sabato scorso al Faraday Memorial, Elephant&Castle (un centinaio di persone al massimo, in una minuscola e orrenda rotonda), ha presentato qualche chicca notevole:

  • puntualita’ tutta anglosassone nel far partire le cuscinate (ore 15.03, per la precisione)
  • telecamere ed interviste
  • due poliziotti sorridenti a guardare impassibili
  • un tizio che offre ai poliziotti i suoi cuscini, per sentirsi rispondere “purtroppo non possiamo, siamo in servizio”
  • gente di tutte le eta’, comprese persone con piu’ capelli bianchi dei miei
  • stretta di mano finale tra “combattenti”, con tanto di Thank you for the good fought fight, mate!

Inoltre, e’ stata la mia prima vera esperienza di Web 2.0. Perche’ oltre ad essere stato quello che, via Twitter ha provocato l’arrivo delle telecamere (un misterioso nuovo servizio che sta per essere lanciato dall’utente Twitturista), a un certo punto mi si e’ avvicinato il tizio dei cuscini ai poliziotti: Are you puntofisso?.

Insomma, era un tipo che, una settimana fa, aveva trovato notizie sulla Pillow Fight attraverso un mio messaggio su Twitter, mi ha riconosciuto, ed e’ venuto a presentarsi per ringraziarmi della notizia!

Lo so che tutto questo e’ terribilmente nerd. La mia vita 2.0 e’ esaltante :-) E ora godetevi il brevissimo video che ho ripreso in un momento di relax alla fight:

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L’ipod e l’anima

November 16th, 2008

Ho spesso ipotizzato che l’ipod costituisca una forma di vita intelligente. Le canzoni non le sceglie a caso. Te le spara in cuffia in base a dove sei, a cosa succede fuori, a come ti senti. Chiedete a Stefano per conferme.
Insomma, ieri m’e’ capitato l’ennesimo caso. Passo davanti a City Hall, la sede del sindaco di londra, e parte “What about Livingstone” degli ABBA. Sono sconvolto.

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Battiato a Londra, qualche video

October 30th, 2008

Ecco qualche video. Mi spiace per la qualita’, ma era buio e avevo solo il cellulare. Se non si fosse capito dal post precedente, comunque, il concerto mi e’ piaciuto moltissimo.

Tra l’altro dimenticavo di raccontare che tra i bis (3) c’e’ stato un applauditissimo “L’addio“, che i piu’ conoscono interpretata da Giuni Russo. Che Battiato ha teneramente salutato lanciando un bacio verso il cielo (cioe’, verso il soffitto).

Eccolo qui. Piu’ in basso i link per qualche altro video.

Prospettiva Nevski
L’animale
E ti vengo a cercare
Cerco un centro di gravita’ permanente
Shock in my town

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Londra aggratis

October 2nd, 2008

Oggi ho scoperto che all’Apple Store di Regent Street non solo e’ possibile usare i MacBook per connettersi a Internet indisturbati. Gli iPhone in esposizione hanno un abbonamento e ho visto gente usarli per fare telefonate.

Deduco che Apple lo sappia e non abbia problemi in merito, altrimenti non lascerebbe dei telefonini con abbonamenti O2 usabili liberamente. Ma ancora non riesco a spiegarmi come questo sia possibile.

Intanto, sto raccogliendo la lista dei WC gratis a Londra. Vi assicuro che e’ un problema vero :-) Provate a fare una camminata di un paio d’ore con me e capirete… (suppongo che da oggi trovero’ pochi compagni di passeggiate…)

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