Cenerentola, le scarpette!

January 29th, 2010

Ecco cosa si puo’ avvistare in metropolitana a Londra nel tardo pomeriggio.
E come ha detto Giulia, “se ti fossi tolto le tue e le avessi indossate sarebbe stato fantastico”. Peccato non averci pensato.

Categories: Cazzate, London | Tags: , , | No Comments

Battiato a Londra, qualche video

October 30th, 2008

Ecco qualche video. Mi spiace per la qualita’, ma era buio e avevo solo il cellulare. Se non si fosse capito dal post precedente, comunque, il concerto mi e’ piaciuto moltissimo.

Tra l’altro dimenticavo di raccontare che tra i bis (3) c’e’ stato un applauditissimo “L’addio“, che i piu’ conoscono interpretata da Giuni Russo. Che Battiato ha teneramente salutato lanciando un bacio verso il cielo (cioe’, verso il soffitto).

Eccolo qui. Piu’ in basso i link per qualche altro video.

Prospettiva Nevski
L’animale
E ti vengo a cercare
Cerco un centro di gravita’ permanente
Shock in my town

Categories: London | Tags: , , , , , | No Comments

Battiato a Londra

October 29th, 2008

Concertone di Franco Battiato ieri sera al Koko. Si, Battiato viene anche a Londra. E si ostina a parlare un inglese che ricorda quello di Toto’, nonostante il pubblico sia (evidentemente) al 99% italiano.

Il concerto e’ bello e i musicisti sono bravi. Battiato e’ il solito cagacazzo: sposta le casse, indietreggia col microfono, dice che sente fischi. Suggerirei una visita dall’otorino. Comunque e’ divertente e fa battute. Qualche volta, per fortuna, in italiano.

Ci sono un chitarrista, un violoncellista, un violinista, un bassista, due pianisti. Niente da fare. Battiato e’ il piu’ bello sul palco. E non sto scherzando. Immaginatevi gli altri.

Il chitarrista e le sue due colleghe femmine non suonano male. Se non fosse che si agitano come a un concerto dei Black Sabbath. Il che magari va bene quando suonano “Shock in my town“, ma per “La cura” e’ vagamente fuori luogo. A parte che e’ vestito come un Backstreet Boy, camicia bianca larga sui jeans. Ma quella cinghia per chitarra rosa proprio dovresti torglierla. Le sue due compagne non sono da meno, avendo un vestitino che porta miracolosamente allo stesso livello le tette e il culo.

E’ la prima volta, comunque, che vado a un concerto di Battiato. Ed e’ cosi’ che scopro due cose. La prima e’ che lui balla sul palco, stile Patty Pravo. La seconda e’ che ai suoi concerti si puo’ pogare.

Battiato si attira addosso le mie ire (e gli applausi di tutti gli altri) quando parla del “terribile momento che sta attraversando l’Italia“, per introdurre “Povera Patria“. Ire perche’ se non sbaglio ha sempre detto di non essere di sinistra ma abbastanza dall’altra parte e ora mi sembra vagamente paraculo fare questo discorsetto tra gli esiliati londinesi. Pero’ non riesco a trattenere il groppone in gola quando parte e ricordo che questa canzone ha ormai quasi 20 anni:

Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali?
Nel fango affonda lo stivale dei maiali.
Me ne vergogno un poco, e mi fa male
vedere un uomo come un animale.
Non cambierà, non cambierà
sì che cambierà, vedrai che cambierà.
[...]
La primavera intanto tarda ad arrivare.

Categories: Italia, Personal | Tags: , , , | 5 Comments

Computer said yes

October 2nd, 2008

Sono finalmente riuscito ad aprire un conto corrente degno di questo nome! Ricapitolando:

da Barclays

  1. avevo gia’ una specie di conto molto limitato (solo bancomat)
  2. mi hanno chiesto quintali di documenti nonostante mi conoscessero gia’
  3. hanno voluto sapere i miei 6 indirizzi precedenti
  4. hanno aspettato 6 giorni prima di dirmi che non potevano procedere a fare l’upgrade del conto fuffa a un conto vero perche’ privo di sufficiente credit history
  5. mi hanno contestualmente aperto un altro conto uguale al precedente con un bancomat VISA (a che pro?)

da LLoyds TSB

  1. non sanno nulla di me
  2. accettano una lettera della mia padrona di casa come prova dell’indirizzo dove abito (!) e la carta d’identita’ come prova dell’indirizzo precedente
  3. mi propongono un conto premium
  4. mi aprono il conto all’istante
  5. mi mandano la card dopo 2 giorni a casa

Questo paese e’ veramente strano.

Categories: London, Personal | Tags: , | 14 Comments

Ne’er look back, never fear, never cry

September 16th, 2008

Ci vuole piu’ coraggio per rimanere, a volte, che per partire.

E cosi’, dopo due anni… eccoci di nuovo a salpare alla volta di Londra. Beh si, salpare.. che c’e’ di strano? Ho una certa idiosincrasia per i fratelli Wright, tutto qua. In quel senso, mi servirebbe piu’ coraggio per partire. Ma non ho intenzione di eccedere in tranquillanti. Gia’ mi sento assuefatto alla valeriana.

Mettiamola cosi’: vi fidereste di piu’ di Alitalia o di Trenitalia? Conosco la risposta: nessuna delle due. E cosi’, meno male che Chiara ha sempre un letto da prestarmi a Torino. Giusto per pararsi il culo da eventuali ritardi. Che poi, diciamocelo: far partire i treni internazionali da Porta Susa quando la maggior parte dei treni nazionali arriva a Porta Nuova, senza trasporti decenti tra le due, non e’ un po’ una cazzata?

Del resto, anche i parigini non scherzano. Arrivi con il superbo (aggettivo scelto a caso, non che i francesi siano superbi) TGV a Gare de Lyon. Et voila’, devi prendere la RER (vi prego, risparmiate la mia erre moscia, evitando di chiedermi come si pronuncia) e arrivare a Gare du Nord. Incontrando, nel mentre, tutta la simpatia francese:

  • “la sua carta di credito e’ troppo lenta perche’ non e’ francese” (anche tu non lo eri, un paio di generazioni fa… perche’ ti fai fare il lavaggio del cervello?)
  • “monsieur, puvez-vous dire-moi quelle est la route pour la RER?” e sentirsi – anzi, vedersi! – rispondere a gesti perche’ evidentemente sei un essere primitivo, se parli francese con quell’accento!
  • acqua minerale da 3 euro a bottiglia. Pure nei supermercati!

Meno male che il viaggio dura poco. Ok, “poco” per i miei standard. Del resto se gli inglesi hanno le yarde e i tedeschi i metri, io posso avere i miei di standard.

Premesso che questa volta non viaggio sotto il tunnel, fa piacere vedere che gli inglesi hanno capito quello che francesi e italiani non sono riusciti a cogliere: cosi’ se sei destinato a sud UK scendi e cambi ad Ashford, nel Kent. Se vai a Nord, invece, arrivi a Londra, stazione di St. Pancras International. Che e’ gia’ a Nord di Londra. Cosi’ non devi farti due ore di metropolitana per cambiare stazione. Ci voleva troppo?

Sceso a Dover dal ferry, non posso che ammirare il cielo nuvoloso e la pioggerellina (l’usuale shower) che mi accoglie. Io, che sono furbo e sono in magliettina e pantaloncini, non riesco a fare a meno di passare per inglese. “Have you been travelling?” mi chiede, ignaro, un muratore del Somerset, riempiendomi d’orgoglio. Evidentemente, sembro autoctono. Sara’ per le scarpe estive con il calzettone in evidenza?

Alla fermata del bus, gruppetto d’italiani grandicelli. Faccio finta di niente e di non parlare la loro lingua, fino a che la mia sindrome della crocerossina mi costringe a prendermi cura di loro. Vengono a fare una gita, non capiscono un’acca d’inglese, il bus tarda e la signorina di National Express ci invita a cambiare i biglietti. E cosi’, sei costretto a fare le solite chiacchiere tra italiani. “Sei qui per lavoro?” “Ma come fai con questo tempo?”

Il bus tarda perche’ s’e’ guastato. Bene, direte voi, ora prendete il prossimo. No, cari, non siamo in Italia. Qui mandano dal deposito un bus a parte, solo per noi, con gli inservienti si offrono di caricare le valigie per scusarsi del disguido.

L’arrivo a Londra e’ spettacolare, con tanto di cena belga. Tipicamente londinese.

Tutto questo per dirvi che sono vivo, riprendo contatti col mondo e che mi mancate tutti. Che la casa che ho trovato e’ bellissima ma non ha il calore di quella bolognese e, in particolare, delle persone che ci vivevano. Che di amici qui ne ho tanti ma un pezzetto di cuore e’ rimasto in Italia. Perche’ a volte andarsene, anche se era il tuo sogno da sempre, e’ pesante. Soprattutto quando vivi la partenza come la fuga da un mondo che per varie ragioni, personali e non, e’ allo scatafascio. Ma dunque gioiamone, finche’ siamo giovani.

Il feed rss e’ attivo.

Don’t you hear my call, though you’re many years away?

Categories: Personal | Tags: , , , | 7 Comments