Dreams
June 29th, 2010
Let dreamers dream
What worlds they please.
Those Edens can’t be found.
The sweetest flowers,
The fairest trees
Are grown in solid ground.
(from L. Bernstein’s “Candide”)
Categories: Personal | Tags: musical | 2 Comments
Il blog di Giuseppe Sollazzo. Un cognome, un perche’.
June 29th, 2010
Let dreamers dream
What worlds they please.
Those Edens can’t be found.
The sweetest flowers,
The fairest trees
Are grown in solid ground.
(from L. Bernstein’s “Candide”)
Categories: Personal | Tags: musical | 2 Comments
October 1st, 2008
Ieri sera ho avuto la fortuna (diciamo cosi’) di essere cortesemente invitato (diciamo cosi’) ad andare a vedere “Mamma Mia!” (il film). Di per se’ la presentazione e’ abbastanza inquietante: un film tratto dal musical tratto dalle canzoni degli ABBA. Il doppio livello di indirezione suggerisce cacca, ma mi son detto “proviamo”.
La trama, per chi non la conoscesse, e’ sufficientemente divertente:
Una ragazza inglese cresciuta con la mamma (Meryl Streep) su un’isola greca dove hanno un bed&breakfast sta per sposarsi e decide di invitare suo padre al matrimonio. Peccato che non si sappia chi sia, dato che la mamma era una hippy abbastanza libertina. Leggendo il diario della mamma, scopre tre possibili papabili (perdono, perdono!) che invita al matrimonio senza pensarci su due volte e senza dirlo alla mamma.
La mamma, ex hippy, invita invece le sue due amiche con cui aveva una specie di gruppo di drag queen (pur essendo donne): Tanya, una specie di travone, e Rosie, una Julie Walters che sembra un po’ mia nonna qualche anno fa.
Arrivati sull’isola i tre, tra mille equivoci, decideranno di condividere la paternita’ della giovincella, il piu’ famoso dei tre (Pierce Brosnan) sposera’ la mamma salvandola dai debiti e la figlia decidera’ di permettere al moroso di girare il mondo prima di sposarsi. Tutti felici e contenti.
L’idea non sarebbe neanche troppo male; anche se non so quanta parte sia mutuata dal musical. Il film e’ girato molto in stile musical. Peccato che la regia sembri un video dei Vengaboys (se li ricorda qualcuno?), per non dire di George Michael. Scenette dei due futuri sposini che si baciano sulla spiaggia col sole all’orizzonte, schizzi d’acqua dal mare, gente in costume da bagno. Tutti con dei fisici perfetti (ma che mangiano in Grecia?). L’isoletta greca, tra l’altro, sembra presa da un documentario di Geo&Geo. Non per i panorami, quanto per le caratteristiche antropologiche degli abitanti. Una via di mezzo tra SuperQuark e I Basilischi della Wertmueller.
Il supporting cast maschile, ovvero i 40 cretini che compaiono per ballare durante le canzoni, sembra un po’ il corpo da ballo di Domenica In. Ma e’ l’insieme che ha tutta l’apparenza di essere uno show scritto e diretto da Gianni Boncompagni. Se siete troppo piccoli per ricordarvelo, facciamo che sembra Amici di Maria de Filippi.
Non manca poi un po’ di politically correctness: il barista e’ ovviamente figo e ovviamente nero (ma perche’ nei film i baristi sono sempre fighi e neri?) e uno dei tre presunti papa’ e’ gay. E lo dichiara, sotto lo sguardo compiaciuto del prete, durante il matrimonio (Donna, you were the first girl I loved… and actually the last one). Lo stesso prete che sorride alla dichiarazione d’amore della figlia per la mamma (I don’t care if you slept with hundreds of men… You’re my mum and I love you!). I preti greci devono essere terribilmente avanti.
Ovviamente e’ soddisfatto anche un po’ di voyeurismo: muscoli in bella vista, tette in bikini che scoppiano, tintarelle perfette. Baci al rallenty sotto docce d’acqua salata (compreso il presunto padre finocchio con l’amichetto del momento – amico dello sposo).
Ma i punti piu’ imbarazzanti sono loro, gli attori famosi. Voglio dire, gia’ capire perche’ Meryl Streep abbia accettato di partecipare a una cosa del genere e’ un mistero. Forse voleva divertirsi e rilassarsi. Piu’ probabilmente l’hanno strapagata. Canta benino, devo dire. Non era la sua prima esperienza di film-musical, dopo tutto. Anche se, devo dire, in alcuni momenti sembra quella cornacchia di Katia Ricciarelli, quando canta la mattina sotto la doccia.
Pierce Brosnan e’ ancora peggio. Gia’ non riesce a togliersi quella flemma da 007 sfigato. Invecchiato e brizzolato, quando canta sembra un po’ un incrocio tra Celentano, Wess e Fausto Leali. Ovvero, canta come me (sotto la doccia anche io – non la stessa doccia di Katia Ricciarelli).
In sintesi, direi che e’ possibile che il marito di Meryl Streep sia un ferroviere. Perche’ il risultato finale e’ da recita di fine anno sociale del dopolavoro ferroviario. Comunque, qualche risata c’e’.
I due maschietti ABBA, produttori esecutivi del film, hanno capito come far soldi. Un genio quello che ha trovato il filo conduttore tra le canzoni, cambiando pochissimo i testi. Forse perche’ dicono tutto e niente? C’e’ solo da dire: “Mamma Mia!”
Categories: Personal | Tags: mamma mia, musical, piccole cazzate quotidiane, recensioni | 6 Comments